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Cari amici di tutto il mondo,
Sono una persona americana che ha vissuto più di
sette anni in paesi esteri con altre culture. Capisco che per persone
di altre nazionalità le opinioni di Susan e John nella storia
che ho scritto (oct di 2001) qui di seguito possano sembrare "stupide"
o "ingenue".
Quello che sto cercando di comunicare in questa storia
è la attuale confusione che molti americani provano dopo
l'attacco terroristico, e il loro desiderio di pace e stabilità
nel mondo, insieme a un nuovo modo di ragionare.
Credo che la maggior parte delle persone di tutto il
mondo abbia lo stesso desiderio di pace, salute, prosperità e
giustizia. Vi sarò grata se invierete nuove idee sulla
possibilità di costruire insieme un mondo migliore per tutti.
Con amicizia e solidarietà,
Norie Huddle
Presidente del "Centro della Nuova Sicurezza Nazionale"
"Dopo la divisione dell'atomo, tutto è cambiato,
tranne il modo di pensare dell'uomo. Per questo ci stiamo dirigendo
verso una catastrofe senza precedenti." —Albert Einstein
La storia di John e
Susan
"...Ci devono pur
essere altri modi per ottenere la pace!"
"Mi sento così frustrata" disse Susan.
John la guardò. I muscoli del suo viso erano
tesi, e lui capiva il suo stato d'animo. Anche lui aveva vissuto tanta
ansia e tensione da quell' 11 settembre...e poi la paura
dell'antrace...la guerra in Afghanistan...adesso la possibilità
di una guerra contro l\'Iraq...
"Hai voglia di parlarne?" le chiese gentilmente.
"Sai, non so se riuscirei ad esprimere a parole la mia
frustrazione". Esitò per un momento.
"Anche questo è così frustrante. Mi sembra di essere in
una zona sconosciuta della mia vita e mi sento totalmente impreparata e
a disagio. Non ho più punti di riferimento." Seguì un
lungo silenzio. John era lì pieno di amore e rispetto per sua
moglie, da sempre così onesta, sincera e profonda. Forse dalle
sue parole avrebbe potuto imparare come gestire la sua stessa ansia.
Improvvisamente le sgorgarono le parole. "Mi sento
così frustrata perché non so che cosa possiamo fare per
risolvere questa situazione. E\' stato uno shock quando hanno colpito
le Torri ed il Pentagono - non avevamo subito un attacco dai tempi di
Pearl Harbor, ed era una idea così remota. Certo, i terroristi
non possono averla vinta dopo questi attacchi, bisogna fare qualcosa.
Ma non riesco ad accettare ciò che sta accadendo in Afghanistan.
Voglio dire, molti milioni di persone stanno per morire di fame se non
riceveranno aiuto. E poi i bombardamenti...non lo so...mi sembra non
abbia senso. Più li bombardiamo, più muoiono persone
innocenti, e non è giusto. E' una specie di terrorismo anche
questo, non credi?"
John ripensò alla sua recente conversazione con i
colleghi di lavoro. "Si, capisco cosa intendi. Anche i miei colleghi
sostengono che più civili innocenti vengono uccisi, più
nasceranno nuovi terroristi. Quelle persone laggiù non hanno il
nostro modo di pensare, credono di andare direttamente in paradiso se
muoiono durante una missione suicida o un bombardamento. Quindi sembra
una situazione senza vinti o vincitori."
"Ciò che stiamo facendo adesso è veramente
una situazione dove nessuno può vincere." Disse Susan "Ma
è ancora peggio in realtà. Mentre stiamo combattendo
questa guerra abbiamo perso di vista alcune cose veramente importanti.
Ci stiamo concentrando sul nemico sbagliato. I veri nemici della gente
sono la paura, la povertà, la fame, la malattia...e l'ignoranza.
E' da qui che nasce il terrorismo."
Susan lo guardò concentrata. "E forse il nemico
più vero e più grande è il modo come gli esseri
umani pensano: credono di poter vivere come vogliono, tagliando tutti
gli alberi, inquinando i fiumi, gli oceani, il terreno...non so come
faremo se continueremo a consumare tutte le risorse. Adesso vedo che
anche questi pensieri mi creano ansia e frustrazione. Cosa
succederà alla Terra se continuiamo così? E' un pensiero
spaventoso..." "Pensa - disse John - anche il mio collega ha detto che
con questa guerra al terrorismo ci stiamo dimenticando i problemi
più importanti, quelli che se non vengono risolti prima o poi ci
uccideranno tutti. Si riferiva anche al surriscaldamento terrestre e ai
buchi nello strato di ozono ed è tutto collegato, come dici tu,
al modo in cui viviamo."
John sospirò profondamente. "E' come se la gente
fosse stata ipnotizzata per consumare enormi quantità di
cose...e poi ipnotizzata dall'azione dei terroristi...e adesso è
ipnotizzata dalla azione del nostro governo a dai militari che
combattono i terroristi. I amo l'America, ma questo deve rientrare
nell'amore per tutta la Terra. Per stare bene, anche l'America ha
bisogno di una Terra sana. Si sta pensando troppo in piccolo e non si
mettono a fuoco aspetti troppo importanti che non possiamo permetterci
di trascurare."
"Sì - disse Susan - sono d'accordo. I nostri
governati sono assorbiti da questa emergenza, passano da una crisi
all'altra e non riescono a fare un passo indietro - e nemmeno noi - per
osservare il quadro nel suo insieme. E se non abbiamo una visione
d'insieme di quello che sta accadendo, non sapremo mai quale è
il modo migliore di agire."
Susan rimase in silenzio, era così triste.
All'improvviso eruppe: "Mio padre è morto nella seconda guerra
mondiale...mio fratello è stato gravemente ferito in
Vietnam...ora ho paura che i nostri due figli ... ecco ... non è
giusto..."
Stava tremando per la paura, la rabbia, la frustrazione,
con una tristezza indicibile. "E anche là in Afghanistan, anche
là in Iraq c'è un'altra madre il cui figlio morirà
o un'altra sposa il cui marito dovrà morire. Non è
giusto. Ci deve essere un modo migliore."
"Oh, certo" disse John mentre cingeva il suo braccio
intorno a Susan che aveva iniziato a piangere sommessamente "hai
proprio ragione. E' come se in un villaggio tutte le case prendessero
fuoco...e i pompieri accorressero per spegnere le fiamme...ma non ci
riuscissero mai, nonostante tutto il loro ardore."
Susan si asciugò le lacrime sulla manica di John.
Fece un respiro profondo. "Dobbiamo fare un passo indietro per avere
una visione completa del quadro. Qual è la causa dell'incendio,
innanzi tutto? Sai cosa penso spesso? Che se siamo abbastanza
intelligenti da mandare un uomo sulla luna, dovremmo essere altrettanto
intelligenti da capire come creare un mondo giusto e pacifico, un mondo
che funzioni per tutti."
John rispose, quasi imbarazzato. "Sai, credo che molta
gente lo considererebbe un pensiero folle, utopico, ma ...per dirti la
verità, anch'io la penso come te. Noi esseri umani siamo in
grado di risolvere un problema quando decidiamo di farlo. Ma sembra che
non ci stiamo ponendo le giuste domande, e quindi non stiamo risolvendo
i problemi più importanti. Forse se abbastanza persone si
concentrassero sulla soluzione di quel problema" - lo disse quasi
sussurrando - "forse potremmo farcela davvero."
Rimasero vicini con un grande senso di smarrimento. Come
si poteva raggiungere questo obbiettivo...sembrava un compito enorme.
Come si poteva portare un numero sufficiente di persone ad affrontare
questa sfida per creare giustizia e pace nel mondo, in maniera
duratura? Entrambi sospirarono profondamente, spontaneamente. Come
sarebbe bello se...se solo...
Un'idea vaga iniziò a prendere forma "Oh, tesoro"
disse Susan, guardando John dritto negli occhi, con uno sguardo
luminoso e pieno di meraviglia "Forse abbiamo fatto qualche cosa
proprio adesso...qualcosa di veramente importante: insieme abbiamo
chiesto aiuto. Ricordi? ...'chiedete e vi sarà dato'..."
John la guardò colpito "Anch'io sento qualcosa.
E' come se qualcosa fosse cambiato, ma non riesco ancora a definirlo."
Susan si entusiasmò. "John, credo che molte
persone pensino a questi argomenti e provino quello che proviamo noi.
Forse potremmo iniziare a proporre questa domanda ai nostri amici: come
possiamo stimolare la gente a pensare in maniera costruttiva per creare
una pace duratura e giusta nel mondo?"
"Questa è proprio una buona idea" disse John con
decisione. "Credo che tu abbia colto nel segno. Infatti ascoltando i
programmi per radio e televisione, sempre più persone vorrebbero
che si facesse strada un altro modo di pensare. Sai cosa ti dico?
Farò circolare questa idea tra i colleghi di lavoro."
"Fantastico!" Esclamò Susan, sorridendo radiosa.
"E poi quando tornerai a casa scriviamo un e-mail a tutti i nostri
parenti ed amici. Possiamo chiedere di mandarla a loro volta a parenti
e amici e così via. Ecco, se sempre più persone
condividono pensieri e idee, forse possiamo immaginare una soluzione."
Come possiamo stimolare la gente di tutto il mondo a
condividere le loro idee per costruire un nuovo mondo di giustizia e di
pace? Se avete qualche idea, per favore, contattate Susan e John
all'indirizzo www.bestgame.org
Insieme possiamo fare cose che nessuno di noi può
fare da solo.
Norie Huddle, Dic 2001
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